La Natura
Il patrimonio faunistico rappresenta una componente fondamentale nel quadro naturalistico del territorio di Castroreale.
La creazione di una “Oasi di protezione e di rifugio della fauna selvatica”(L.R.n.37/81), delimitata nelle contrade montane di Mandale, di S.Venera del Bosco e di Contrada Loco, estesa 373 ettari e l’area montana demaniale classificata”Area di protezione della flora e della fauna” (art. 37 L.R. 37/81) e gestita dall’Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Siciliana, hanno ristabilito un regime di protezione faunistica ed hanno impedito l’estinzione di molte specie animali di rilevante interesse naturalistico e scientifico. Anche su questa porzione dei Peloritani risultano estinti i grandi predatori, quali il lupo e l’aquila del Bonelli, e di grandi erbivori daino e cervo.
Nonostante questo, il patrimonio faunistico si presenta vario e le specie più importanti presenti sul territorio comunale sono: volpe, gatto selvatico, lepre, quercino, istrice, martora, scoiattolo, rana, rospo, lucertola, ramarro, riccio, tartaruga, topo di campagna, coniglio, capovaccaio, aquila minore, falchi pellegrini, lanario, pecchiolo e sacro, biancone e poiana, gheppio, nibbio, sparviero, gufo, barbagianni, allocco, civetta, beccaccia, quaglia, corvo imperiale, ghiandaia, upupa, taccola, picchio muraiolo, tordo sassello, cesena, merlo, capinera, passero, cardellino, fringuello, verdone, etc…
Tutti questi volatili rappresentano soltanto un piccolo nucleo rispetto alle 250 ed oltre specie che sorvolano gli alti crinali dei Peloritani nei periodi migratori.
Infatti lo Stretto di Messina costituisce una corsia aerea preferenziale e sui Peloritani gli uccelli migratori trovano importanti punti di nutrimento e di riposo, grazie alla particolare conformazione orografica e all’esistenza di aree impervie e ben protette.
Percorrendo nelle stagioni migratorie i sentieri montani è facile avvistare formazioni in volo di rondini, di aironi, di gru, di cicogne bianche e nere e di tante altre specie.
La vegetazione reale presente sul territorio del Comune di Castroreale, invece, è la sintesi dell’influenza del clima di tipo mediterraneo-caldo, il quale ha selezionato nel corso dei secoli quelle forme vegetali idonee a poter vegetare in questo ambiente .
Le lente e continue variazioni climatiche hanno determinato la comparsa e l’estinzione di certe specie o il continuo adattamento morfologico di altre componenti vegetali.
Nel complesso il paesaggio risulta interessante per i caratteri peculiari in esso insiti e conserva nel contempo visioni apprezzabili da un punto di vista estetico.

Ogni stagione offre la possibilità di godere in eguale misura uno spettacolo incantevole per l’avvicendarsi di forme geo-metriche e di colori che conferiscono al paesaggio peculiari pregi naturalistici.
Definite come porzioni di territorio con caratteristiche omogenee di destinazione e vegetazione, spontanea o in coltura, le unità di paesaggio individuate in ambito comunale sono:
AREA DEGLI AGRUMI
Detta area interessa il fondo valle del torrente Patrì ad altre piccole aree sparse nel territorio.
Morfologicamente è costituita da terreno pianeggiante o con declivi leggeri; laddove aumenta la pendenza è sempre presente il terrazzamento. La specie nettamente prevalente è l’arancio, coltivato in impianti specializzati; si riscontrano anche limoneti e mandarineti di piccola dimensione. All’interno dei vari appezzamenti è diffusa la presenza di olivo e fruttiferi.
AREA DELL’OLIVO
Comprende quelle zone in cui l’oliveto in coltura specializzata prevale nettamente sulle altre destinazioni d’uso del suolo. Interessa fondamentalmente un’ampia zona che, partendo dall’abitato di Protonotaro giunge fino in C/da Pelato in prossimità di Simiglianò con quote comprese tra i 150 ed i 300 m. s.l.m.
Nella rimanente parte del Comune l’olivo è presente in maniera consistente, ma solo sporadicamente assume carattere di continuità nell’impressione visiva complessiva.
AREA DELL’OLIVO E DELLA VITE
Detta area interessa una porzione del territorio comunale compresa tra l’abitato di Catalimita e Castroreale ed alcune aree variamente dislocate tra cui maggior peso assume quella in C/da S.Andrea.
E’ stata così indicata perché composta da una sequenza di appezzamenti di dimensione e conformazione varia delle due colture più significative in ambito comunale.
L’alternanza delle due coltivazioni origina giochi di colore di notevole fascino paesaggistico soprattutto nei periodi autunnali primaverili.
AREA DEI SEMINATIVI
Comprende un’area di discreta estensione corrispondente alle C/de Vignale, Serro Murga e Pelato giungendo fino al corso del torrente Patrì ed una piccola zona in C/da Pizzo S. Domenica.
Ambedue insistono su aree collinari ondulate a lieve declivio con terreni prevalentemente argillosi; agronomicamente si ha netta prevalenza dei seminativi con piccole particelle attivate a vigneto e oliveto.
AREA DELLA MACCHIA E DELL’INCOLTO
Occupa , con l’eccezione di piccole aree, un’ampia zona a Sud degli abitati di Bafia, Catalimita e Castroreale e si estende, per buona parte nei versanti collinari che dominano la fiumare di S. Venera nella zona compresa tra il pizzo Iachini ed il limite comunale meridionale.
E’ il risultato di raggruppamento di aree che, pur presentando singolarmente caratteristiche vegetazionali leggermente differenziate, nel loro insieme originano una unità di paesaggio omogenea.
Tali microzone si configurano come:
-aree di macchia mediterranea tipica;
-aree di macchia con essenze quercine spontanee diffuse;
-aree di macchia con ampia diffusione di quercia ed olivo;
-aree incolte, nude o con presenza di alberi sparsi di specie in coltivazione o spontanee.
Varie sono le motivazioni che hanno portato alla scelta di raggruppare le suddette aree:
1) Le caratteristiche morfologiche del territorio interessato sono fortemente omogenee .
2) Le aree a coltura specializzata presenti sono di dimensioni ridotte (per motivi per lo più legati all’orografia) e spesso in stato di coltura mediocre o pessimo.
3) La visione panoramica del territorio offre una notevole uniformità dovuta al legarsi ed alternarsi delle tinte e delle volumetrie delle specie esistenti. Presenta le specie tipiche ( ginestra, rovo, fico d’india, corbezzolo, etc.) e l’aspetto caratteristico della macchia mediterranea con ampia diffusione di cespugli, arbusti ed alberi ( quercia ed olivo in particolare).
Notevole la presenza del fico d’india, alle quote minori, in particolare in quei terreni caratterizzati da spessore minimo e caratteristiche nutrizionali sfavorevoli. Si riscontrano inoltre esemplari sparsi di castagno ed altre essenze tipicamente forestali, nonché piccoli appezzamenti di vigneto.
Le piccole aree pianeggianti e le aree collinari a pendenza moderata, talvolta coltivate, non coprono superfici tali da configurarsi come unità di paesaggio a sé stanti pur contribuendo a completare la policromia caratteristica della zona esaminata.
AREA DEI BOSCHI E/O FORMAZIONI FORESTALI
Comprendeva fino all’incendio verificatosi negli anni scorsi un’aria di territorio di notevole importanza coperta da boschi con caratteristiche piuttosto omogenee da un punto di vista varietale.
In tutta la zona meridionale del territorio, infatti, netta prevalenza avevano boschi misti di conifere e latifoglie ( castagno in particolare ) che si alternavano a fianchi collinari caratterizzati dalla presenta di macchia frammista ad essenze boschive.
Come sopra detto, l’incendio sviluppatosi a termine della stagione estiva di circa dieci anni fa ha quasi totalmente distrutto le formazioni boschive esistenti. Negli ultimi anni si è dato di nuovo vita a quell’insediamento boschivo che rappresentava una opportunità di lavoro e fonte di guadagno sia per la popolazione residente che per l’intera filiera ad esso collegata.
Altre piccole formazioni forestali si riscontrano sparse in ambito comunale e fra esse citiamo quella in prossimità di Bafia ( Serro Piscopo e Serro Runcia) ed altre che interessano i versanti collinari sovrastanti la fiumara S.Venera.
In tale aree, netta prevalenza assume la quercia con numerose sue specie e varietà.
Sempre come area boscata si è evidenziata la presenza di pioppeti razionali lungo il corso del torrente Patrì, frutto delle attività del corpo forestale.