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La Torre

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Il castello di Protonotaro, costruito in un’ epoca non ben precisabile, certamente anteriore al 1500, sorge su uno sperone di roccia che si protende capricciosamente fin nel letto del torrente Patrì, una di quelle caratteristiche fiumare, come tante ve ne sono lungo la costa settentrionale della Sicilia.

Da lontano l’edificio domina imponente il paesaggio con la sua massa squadrata severa e semplice, e attira l’escursionista in cerca di luoghi pittoreschi assetato dalla luce meravigliosa dei paesaggi siciliani.

Sulla facciata principale, volta ad Est, esiste un muro di cinta nel quale si apre un ampio portone dall’armoniosa arcata di ritmo prettamente rinascimentale  che dà in una corte quadrata circondata su tre lati dal fabbricato disposto su tre ali.

Al centro del cortile si trova una cisterna medioevale che raccoglie le acque dei tetti a mezzo di condotte ricavate entro lo spessore dei muri.

Nel pavimento del piano terra si trovano due botole protette da grate in ferro che consentono l’ accesso alle cantine scavate nel tufo la cui destinazione originaria sicuramente era di deposito per le riserve alimentari oltre che a costituire una via di uscita in caso di assedio.

In atto le gallerie che conducevano all’ esterno (si narra sino al paesino di Portosalvo sito a 2 Km di distanza) oltre che lungo lo sperone roccioso sul quale il castello è costruito non sono agibili a causa di crolli verificatisi nel corso dei secoli scorsi.

E come in tutti i castelli, anche questo ha la sua leggenda: si narra di una monaca che calza uno stivaletto d’oro tempestato di gemme che improvvisamente appare durante le ore notturne, passeggiando tranquillamente all’interno delle sale o lungo la scalinata che porta al balcone sul quale, secondo quanto narrano i vecchi del Paese, sovente si ferma; il fortunato che, dopo averla vista riesce a sfilarle lo stivaletto ne rimane proprietario.

Il castello, meglio conosciuto come Torre, è oggi di proprietà della famiglia Pensabene che lo ha adibito a ristorante.